San Biagio o Matrice
Maria SS. dei Sette Dolori
SS. Assunta di Terravecchia
SS. Assunta di Spinetto
San Gerolamo
San Rocco
"Chiesuleda"
Santuario di Santa Maria nel Bosco

|
San Biagio o Matrice
La Chiesa di
San Biagio, detta anche Chiesa Matrice perché
considerata madre di tutte le chiese, fu ricostruita
nel 1795 su progetto dell'architetto serrese Biagio
Scaramuzzino, con una facciata in granito locale,
conserva ancora nella navata centrale di forma basilicale
quattro bellissime statue provenienti dall'antica
Certosa che raffigurano rispettivamente San Bruno,
la Madonna col Bambino, Santo Stefano e San Giovanni
il Battista.
Le prime due statue sono state realizzate nel 1611
ed attribuite allo scultore tedesco David Muller;
le altre due, pur essendo dello stesso periodo,
appartengono ad artisti di scuola siciliana.
Molto imponente è anche il pergamo ligneo
realizzato da un artista ebanista serrese di cui
non si conosce il vero nome, ma soprannominato "Patacchella",
verso la fine del XVIII secolo. L'opera è
stata realizzata con una particolare tecnica artigiana
detta "impiallacciatura", secondo la quale
venivano messe insieme numerose lamelle di legno
pregiato tenute con delle "zeppette" per
dare l'idea del mosaico.
Significativa è anche la presenza di un reliquiario
regalato a San Bruno dalla contessa Adelaide, seconda
moglie di Ruggiero il Normanno, dove è conservato
il prezioso pezzo della Croce di Cristo insieme
a tante altre reliquie. Nella navata laterale sinistra
vi è, inoltre, un crocifisso in legno realizzato
poco prima del terremoto del 1783 dall' artista
serrese Antonio Scrivo; la statua fu trafugata dagli
abitanti dell'antica Monteleone, l'attuale Vibo
Valentia, insieme ad altre quattro statuine che
arricchivano il ciborio fanzaghiano della Chiesa
dell'Addolorata, e l'artista, nel maggio del 1810,
ebbe il permesso dal vicerè Gioacchino Murat
di riportarla a Serra durante una sola notte di
cammino. Secondo una leggenda, l'autore avendo segato
le braccia, caricò la statua in un sacco
e si incamminò per raggiungere il suo paese.
Ma, arrivato alle porte di Serra l'artista, ormai
stanco, fu colto da un malore e morì.
Altre opere provenienti dall'antica Certosa come
gli altari minori nelle navate e le balaustre marmoree
fanno da cornice all'artistico altare maggiore realizzato
nelle botteghe artigianali serresi come il tabernacolo
dei fratelli Scrivo, mentre dietro al coro sono
collocate due bellissime tele: la Trinità
e Santi Certosini di Francesco Caivano e la Lapidazione
di Santo Stefano attribuita a Bernardino Poccetti.
Torna su
|
|
|

|
Maria SS.
dei Sette Dolori
http://www.settedolori.org/
La Chiesa dell'Addolorata
è stata costruita su progetto dell'architetto
serrese Biagio Scaramuzzino nel 1721.
Possiede una facciata semiellittica in blocchi
di granito locale che fanno da sfondo al bel portone
bronzeo realizzato nel 1961 dall'artista serrese
Giuseppe Maria Pisani e contenente riquadri raffiguranti
i Sette dolori della Madonna.
Questa chiesa, che è esempio tangibile dell'architettura
tardobarocca della Calabria, ha un interno arricchito
dalla presenza di stucchi e decorazioni e ospita
il seicentesco Ciborio marmoreo con un meraviglioso
tabernacolo templiforme in marmo, pietre dure e
argento, realizzato dall'architetto bergamasco Cosimo
Fanzago per la chiesa conventuale certosina. Dopo
il terremoto del 1783, il Ciborio fu recuperato
ed adattato alla volta della chiesa dove tuttora
è presente.
Molto particolare è anche il Cristo seicentesco
proveniente dall'antica Certosa che viene portato
in processione il Sabato Santo sulla cosiddetta
"naca", un letto sepolcrale allestito
ogni anno secondo uno stile estetico nuovo nella
foggia e nei colori a seconda dell'estro dei suoi
realizzatori.
Ai lati dell'altare maggiore, spiccano due altari
provenienti dall'antica Certosa sopra i quali sono
poste due pale che raffigurano da un lato il Trapasso
di Sant'Anna di scuola romana del 1642 e dall'altro
l'Apparizione della Vergine a San Bruno del 1721
di Paolo De Matteis.
Di notevole valore artistico è la seicentesca
balaustra in marmo traforato realizzata da maestri
marmorari napoletani.
Da ammirare, inoltre, i quattro medaglioni in marmo
posti sugli stalli e raffiguranti San Bruno, San
Gennaro, San Pietro e San Paolo.
Torna su
|
|
|

|
SS.
Assunta di Terravecchia
http://www.assuntaterravecchia.org/
Nella Chiesa
di Maria SS. Assunta di Terravecchia, realizzata con
una facciata in blocchi di granito di varia misura,
spiccano un altare maggiore in legno dipinto in finto
marmo proveniente dalla bottega serrese degli Scaramuzzino
alla fine del XVII secolo e due altari laterali realizzati
dal mastro ebanista serrese Salvatore Tripodi; dietro
l'altare, si ammirano due tele raffiguranti l'Annunciazione,
degli inizi del XVII secolo, e San Bruno, della fine
del XVI secolo.
La chiesa ospita una delle tre congreghe laicali
che sono molto attive nell'amministrazione della chiesa
e nell'opera filantropica tra i più bisognosi.
Torna su
|
|
|

|
SS.
Assunta di Spinetto
La Chiesa dell'Assunta
in cielo di Spinetto fu realizzata dopo il terremoto
del 1783 su progetto del poeta serrese Bruno Pelaggi.
La Chiesa ospita un importante altare maggiore
all'interno del quale è collocata la bellissima
statua lignea di Maria SS. Assunta realizzata a Napoli
intorno la fine del XVII secolo. La statua era custodita
prima del terremoto nella Chiesa dell'Assunta di Terravecchia
e, dopo il cataclisma, portata nella chiesa dove si
trova attualmente mentre, nei primi anni del XIX secolo,
fu realizzata un'altra statua forse dall'artista Antonio
Scrivo e collocata nella chiesa dell'Assunta di Terravecchia.
Entrambe le statue vengono portate in processione
nei due rioni del paese il 15 agosto di ogni anno.
Nelle navate laterali spiccano una serie di altari
minori con statue lignee realizzate nelle varie botteghe
serresi da artisti come Antonio Scrivo e Raffele Regio.
Di particolare rilievo è il crocefisso in legno
di Antonio Scrivo che si impone per maestosità
ed espressività.
Torna su
|
|
|
 |
San Gerolamo
La sua origine
dovrebbe risalire al periodo successivo al terremoto
del 1783 (il citato Tromby non la riporta) e sarebbe
stata costruita perché il terremoto aveva
distrutta quella di S. Lorenzo.
In un gradino dell'altare della chiesa si trova
scolpito l'anno 1280. È quasi sicuro che
questo gradino appartenesse alla vicina chiesetta
di S. Lorenzo.
È stata ristrutturata nel 1994 con il contributo
di tutti gli abitanti del quartiere e di tanti altri
che hanno lavorato o contribuito in vario modo.
All'interno vi sono affreschi di artisti serresi
del 1700.
Torna su
|
|
|
 |
San Rocco
Immersa nella vegetazione
del parco antistante è la chiesetta di San
Rocco collocata all'ingresso nord di Serra.
La sua posizione, la semplicità delle
forme architettoniche e il sempre verde colore intorno
rendono questa chiesetta suggestiva ed invitante
alla visita.
L'interno a mononavata custodisce una statua di
San Rocco a cui è dedicata una partecipata
festa popolare la sera del 16 agosto.
Torna su
|
|
|
 |
"Chiesuleda"
Situata sul corso
Umberto I, apparteneva ad una famiglia facoltosa di
Serra San Bruno; negli anni '90 veniva data in donazione
alla parrocchia dell'Assunta di Spinetto. La sua origine
risale al periodo successivo al terremoto del 1783
ed è dedicata alla Madonna delle Grazie.
Torna su
|
|
|
 |
Santuario
di Santa Maria nel Bosco
Immerso tra secolari
Abeti bianchi e tra giovani Faggi, il complesso del
Santuario di Santa Maria del bosco è il luogo
di maggior richiamo turistico e religioso di Serra
San Bruno.
In estate, sono decine di migliaia i visitatori che
si ritemprano proprio nei luoghi dove visse gli ultimi
dieci anni della sua vita e dove morì il Santo
Bruno di Colonia.
Il luogo, che fu visitato da Papa Giovanni Paolo II
nel 1984 e che ospitò una meravigliosa celebrazione
eucaristica del Pontefice, è formato da un
ampio piazzale alla cui destra si trova il "laghetto
di San Bruno" dentro il quale il Santo si immergeva
per offrire a Dio la sua penitenza.
Percorrendo la scalinata in granito, realizzata negli
anni '50 dagli ultimi scalpellini di Serra, si giunge
al Santuario di Santa Maria del bosco ricostruito
dopo il terremoto del 1783 sui resti dell'antica chiesa
fatta erigere da San Bruno per raccogliere i monaci
in preghiera. L'interno della chiesa ha linee molto
semplici ed alcuni pezzi d'arte provenienti dall'antica
Certosa, mentre sull'altare maggiore spicca l'ottocentesca
statua lignea raffigurante Santa Maria del bosco.
Sul lato opposto del Santuario, troviamo il "dormitorio
di San Bruno", probabilmente il luogo dove il
Santo trovava ricovero, ma certamente il luogo dove
il monaco fu seppellito. All'interno del dormitorio,
si trova anche una bella statua marmorea della fine
del XVIII secolo realizzata da Stefano Pisani.
Torna su
|
|
|
|