Progetti di vita per persone con disabilità

  • Servizio attivo

La Regione Calabria sostiene la persona con disabilità nel raggiungere una maggiore autonomia dalla famiglia, pur rimanendo nel proprio ambiente di vita, e nell'ottenere una piena inclusione e partecipazione nella società.


A chi è rivolto

I destinatari del progetto (che va richiesto al Comune di residenza e al Comune capo Ambito delegato alle funzioni amministrative) sono le persone con disabilità di qualsiasi età e può essere richiesto dall'interessato e/o dalla famiglia o dall'amministratore di sostegno o dal tutore qualora si tratti di minore o di persona non in grado di autorappresentarsi.

I progetti personalizzati sono rivolti esclusivamente a “persona con disabilità”, come individuate ai sensi dell'articolo 3, della legge 104/1992.

  • persone con disabilità di qualsiasi età;
  • residenti nella regione Calabria;
  • che presentino minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali, stabilizzate e progressive che sono causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tali da determinare uno svantaggio sociale che possa causare emarginazione;
  • con livelli di intensità del bisogno assistenziale limitativo dell'autonomia personale, non superabile attraverso la fornitura di sussidi tecnici, informatici, protesici o altre forme di sostegno rivolte a facilitare l'autosufficienza;
  • in grado di esprimere la propria capacità di autodeterminazione e la volontà di gestire in modo autonomo la propria esistenza e le proprie scelte.

Descrizione

La finalità è quello di definire le modalità di accesso, predisposizione e di sostegno economico al “Progetto di vita” delle persone con disabilità residenti nella regione Calabria, ai sensi dell'art. 14 della Legge n.328/2000. Tale Legge, precisa che per “interventi e servizi sociali” si intende tutte le attività relative alla predisposizione ed erogazione destinate a rimuovere e superare le situazioni di bisogno e le diverse difficoltà in cui si trova a vivere la persona con disabilità.

Il progetto sociale individuale:

  • si configura come un vero contratto tra enti pubblici competenti e beneficiari e per tale motivo dovrà essere individuato un luogo fisico di raccordo e di riferimento.
  • è il progetto della persona con disabilità che, partendo dai suoi desideri aspettative e preferenze, è diretto ad individuare, in una visione esistenziale unitaria, gli interventi, i servizi, i sostegni, formali e informali, per consentire alla persona stessa di migliorare la qualità della propria vita, di sviluppare tutte le sue potenzialità, di poter scegliere i contesti di vita e partecipare in condizioni di pari opportunità rispetto agli altri.
  • è il punto iniziale di tutto l'itinerario, che dà senso al percorso di valutazione e inaugura il circolo virtuoso tra pianificazione e monitoraggio degli esiti.
  • dovrà essere definito e attuato attraverso una equipe multidisciplinare che dovrà cooperare al fine di garantire una continuità nel percorso di sostegno, soprattutto seguendo fasi diverse e particolarmente critiche della vita della persona disabile.
  • in coerenza con la normativa e con le volontà della persona disabile, della sua famiglia, dei suoi caregiver, oltre che con il Terzo Settore, dovrà essere un'attività tecnica con competenza della materia e della tecnica progettuale necessaria per arrivare a una loro corretta definizione.
  • è composto da diverse proposte progettuali sviluppate dall'équipe multidisciplinare, di cui è fulcro fondamentale l'Assistente Sociale responsabile del caso, e condiviso con la persona con disabilità e il suo sistema di riferimento (la famiglia, l'amministratore di sostegno).
  • dovrà essere redatto sulla scorta di valutazioni multidimensionali, intercettando i bisogni di salute (prestazioni sanitarie) con varie forme di protezione sociale. In altre parole è un procedimento volto a delineare con la persona con disabilità un particolare profilo di funzionamento all'interno dei suoi processi di vita, anche rispetto ai diversi ostacoli, e a definire, anche in base ai suoi desideri, aspettative, preferenze, gli obiettivi a cui dovrà essere diretto tale progetto. Per determinare i diversi bisogni che la persona con disabilità può avere, bisogna tenere presente determinati aspetti quali: le funzioni psicofisiche, la natura delle attività del soggetto e le relative limitazioni, le modalità di partecipazione alla vita sociale, e i diversi fattori del contesto ambientale e familiare che incidono nella risposta al bisogno e nel suo superamento.

L'elaborazione di un “Progetto di Vita” dovrà passare attraverso tre condizioni importanti:

  • La prima condizione dovrà essere quella della valutazione/indagine: di tutti gli ambiti e i contesti in cui la persona con disabilità vive quotidianamente, delle condizioni facilitanti o di barriera in essere; dei profili di funzionamento della persona e delle sue diverse autonomie.
  • La seconda condizione dovrà individuare gli obiettivi determinando i sostegni/ supporti da attivare o da rimuovere per ciascun contesto, partendo da quelli già in atto migliorando così la qualità della vita ovvero il benessere psicofisico, materiale, emozionale, di partecipazione, di inclusione, di sviluppo personale, di relazioni interpersonali, e della conoscenza dei propri diritti.
  • La terza condizione dovrà essere l'implementazione delle diverse risorse, che riguardano il "budget di progetto" e l'individuazione di un "case manager", che si occupi dell'attuazione del "Progetto di vita" stesso, monitorando l'andamento, anche richiedendo una nuova valutazione e una nuova ricalibratura degli interventi in essere.

Come fare

La Programmazione dei sostegni è l'esposizione gerarchica, ordinata, particolareggiata e articolata necessaria alla persona disabile e al suo ambiente, per il raggiungimento dei diversi obiettivi definite nel Progetto di Vita. L'articolo 14 della legge n. 328/2000 pone al Comune (nella forma associata al Comune capo Ambito) l'obbligo di predisporre, su richiesta dell'interessato o di chi ne cura gli interessi, il “Progetto di Vita Individualizzato” d'intesa con le Aziende Sanitarie del territorio di Tale piano dovrà essere definito in modo da garantire una valutazione degli esiti basata sulle evidenze. Per questa ragione il principio della operalizzazione degli obiettivi dovrà stare necessariamente alla base del sistema di formulazione del programma di intervento. ll Progetto di Vita individualizzato dovrà innanzitutto specificare la strutturazione dettagliata di tutti i sostegni della persona con disabilità, e successivamente dovrà essere definito in termini di tipologia, frequenza, e durata di tali ausili che devono essere erogati alla persona disabile, specificando qualitativamente e quantitativamente le modalità di erogazione dei sostegni (esempio chi, come, dove e quando).

ll “Progetto di vita” dovrà considerarsi a tutti gli effetti anche un vero e proprio atto amministrativo predisposto a seguito di una istanza da parte del cittadino con disabilità o di chi ne cura gli interessi, e quindi assoggettato alla legge n. 240/1990 sugli atti amministrativi.

Una volta presentata l'istanza, bisogna necessariamente avere sempre cura di trattenere una copia riportante il numero di protocollo di acquisizione della stessa o in caso di invio di raccomandata o PEC, avere cura di conservare una copia degli atti che sono stati inviati con relativa ricevuta.

L'istanza viene presentata al Comune di residenza e all'Ambito territoriale sociale, di cui all'articolo 8 della legge dell'8 novembre 2000, n. 328, ove ricade il Comune di residenza, della persona con disabilità, quale titolare del suddetto procedimento.

ll procedimento amministrativo trae impulso con la presentazione dell'istanza, a cui deve seguire nei successivi 20 giorni l'invio della c.d. “comunicazione di avvio del procedimento” da inviare al richiedente ed all'ASP territorialmente competente, con l'indicazione del responsabile del procedimento, del termine di conclusione dello stesso, il nominativo del Case Manager, nonché ogni altro elemento essenziale previsto dalla L.241/90. ln tale percorso, gli Enti interessati dovranno, infatti, garantire il diritto alla partecipazione all'intero processo valutativo sia della persona con disabilità e di chi ne cura gli interessi, nonché della famiglia, riconoscendo il diritto ad avere il supporto in tale percorso da professionisti di propria fiducia. Nella stessa comunicazione dovrà essere indicato dove poter depositare memorie e documenti (ivi compresa l'eventuale bozza di progetto) e dove, invece, consultare quelli già in possesso della Pubblica Amministrazione. ll progetto, infatti, dovrà essere inteso non “per” la persona o “sulla” persona ma della persona e pertanto, in tutte le fasi valutative, va sempre tenuto in grandissimo conto, da chiunque intervenga a vario titolo nel percorso valutativo, quanto richiesto, espresso o documentato da parte della persona o da chi ne cura gli interessi.

Per ogni fase valutativa va redatto un verbale, contenente con chiarezza i passaggi più salienti, nel quale sia motivato, da parte dei componenti delle equipe multidisciplinare, in modo adeguatamente argomentato, l'eventuale mancato recepimento di quanto richiesto. È fatta salva la facoltà dell'interessato, di sottoporre in fase valutativa all'Equipe, una proposta di progetto non vincolante.

Cosa serve

Per accedere al servizio, assicurati di:

  • Aver letto il codice disciplinare;
  • Compilare la modulistica necessaria.

Cosa si ottiene

Accettazione o diniego della richiesta.

Tempi e scadenze

Tutto il procedimento dovrà concludersi, di norma, entro novanta giorni dalla data di avvio dello stesso, con la completa definizione e consegna del progetto individuale all'interessato, oppure nel diverso termine, adeguatamente motivato, indicato nella comunicazione di avvio del procedimento fino a un termine di massimo di 180 giorni.

Quanto costa

La richiesta è gratuita.

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Condizioni di servizio

Per conoscere i dettagli di scadenze, requisiti e altre informazioni importanti, leggi i termini e le condizioni di servizio.

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